Nel 1959 il trentenne Antonio “Toni” Casetta fondò a Milano la Bluebell Records, che ben presto diventò uno degli operatori del mercato discografico e della business music nazionale, in una fase storica in cui il rock’n’roll incominciava ad affermarsi anche in Italia. E fu proprio la Bluebell a distribuire (prodotto dalla Primary) uno dei primissimi brani che codificarono il nuovo genere in arrivo dall’America, ovvero Coccinella di Ghigo Agosti. E fu altresì la Bluebell a pubblicare un altro brano epocale legato alla musica sentimentale da ballo su ritmo bajon, la celebre Marina di Rocco Granata.

Casetta, conoscitore attento e insaziabile, rivolse il suo interesse e la sua imprenditorialità a generi ed espressioni variegate nel contesto del panorama discografico nazionale. Nello scrigno degli esordi dell’etichetta troviamo sicuramente la canzone “di genere”, il tema ballabile e disimpegnato nelle sue numerose espressioni stilistiche (dal twist ai ritmi latini, dal fox allo slow) e ne furono interpreti Rocco Granata con altri quattro rilasci fino al ‘62, ma anche la cantante italiana Licinia Ventriglia (in arte Niki Davis) e la prima “Bluebell band”, ovvero Paolo e i Nordisti. Produzioni più rivolte verso il cantautorato e la canzone melodica includono i primi lavori di Federico Monti Arduini (che da artista con all’attivo 6 singoli Bluebell tra il 1961 e il ‘63 divenne poi ben presto direttore e produttore artistico dell’etichetta), così come il debuttante Piero Litaliano (ovvero Piero Ciampi) e, sul fronte femminile, l’inizio della collaborazione con una delle artiste più significative del roster, Carmen Villani, con la quale la Bluebell firmò 16 singoli e un album tra il 1959 e il ’66. Gli anni del madison e del twist furono anche quelli della collaborazione con il maestro Bruno De Filippi e il suo complesso, con 7 singoli tra il 1962 e il ’63.

Il 1964 segnò una svolta nel marketing della canzone con la nascita di importanti competizioni come “Un disco per l’estate”e il “Festivalbar”e nel roster di Casetta entrarono Claudio Lippi, che fu anzitutto artista interprete prima ancora che uomo di spettacolo come tutti lo conosciamo, e – di lì a un anno – i complessi dell’era beat, sull’ondata della “British invasion” d’oltremanica; in particolare i New Dada, con 7 singoli e un album in soli due anni. A loro si aggiunsero poi i Barrittas (5 singoli e un album tra il 1967 e il ’68) e i Corvi, che – rotto il contratto con la Ariston – incisero 2 singoli con la Bluebell.

Il 23 maggio 1967 nacque ufficialmente la Belldisc Italiana S.p.A., con Federico Monti Arduini co-azionista della società e direttore artistico della stessa e Antonio Casetta come amministratore unico, con oggetto sociale la fabbricazione e il commercio di dischi e nastri fonografici e l’assunzione di agenzie di rappresentanze di case discografiche italiane e straniere, tra le quali ricordiamo la Blue Note, la Canadian American, la Esp Disk, la Europa, la Hanna Barbera Records, la Hockey, la Liberty e la Somerset.        
Ma fu anche l’anno dell’incontro tra Antonio Casetta e Fabrizio De André, che diede vita a uno dei binomi tra i più importanti della storia della musica italiana. Il trademark Bluebell continuò a esistere e venne amministrato dal gruppo Belldisc.

Tra il 1967 e il ’70, con De André, che veniva dall’etichetta Karim, la Bluebell-Belldisc rilasciò sul mercato 9 singoli 45 giri e tre album 33 giri (Volume I, Tutti morimmo a stento e Volume III).

Trattavasi di una prova generale per il successivo sviluppo imprenditoriale con la nascita, il 29 settembre 1970, della Produttori Associati S.r.l. e della Editori Associati e relativa joint venture con la G. Ricordi & C.         

Nel 2019, a distanza di 60 anni dalla fondazione della Bluebell Records, grazie a un accordo esclusivo tra il produttore indipendente Andrea Natale e Simone Casetta – figlio di Antonio e già titolare della Off s.a.s. – i marchi storici di Antonio Casetta tornano a rivivere e a produrre musica per il mercato discografico con la nuova insegna Bluebelldisc Music, attiva come impresa dal 20 febbraio 2019 e di totale proprietà di Natale stesso.
Il logotipo della nuova impresa fonde in crasi i nomi Bluebell e Belldisc. A livello di pronuncia, l’accento tonico cade sulla ì.  Anche il pittogramma del marchio sovrappone il visual dei loghi storici delle due etichette.
A&R Manager è la pianista e compositrice Isabella Turso, che è anche autrice e artista dell’impresa editoriale.

La Bluebelldisc Music è un’impresa di edizioni musicali mandante SIAE e produttore di fonogrammi mandante Itsright.

I suoi copyright sono sempre ascritti a Bluebelldisc Music. Il suo repertorio discografico comprende sia master di proprietà (rilasciati col marchio Bluebelldisc), sia master in licenza (rilasciati col marchio Bluebelldisc Catalog Partnership).